

La Camelot della Valle del Mela
Agli albori degli anni sessanta, la Valle del Mela sembrava una distesa di ortaggi e gelsomini, accarezzata dalle colline e dal mare e lasciava trasparire una forte timidezza, verso il nuove fronte dello sviluppo industriale, alché alcuni cavalieri, pensarono bene di far diventare quel territorio una Camelot Industriale all’insegna della opulenza.
Laddove c’erano i rinomati gelsomini, colture pregiate di ortaggi, pozzi artesiani, venne così ubicata una fortezza di ferro chiamata Raffineria Mediterranea e successivamente venne eretta la centrale termoelettrica, oggi proprietà dalla Edipower Spa, successivamente …., come per incanto, tutta la successiva fascia costiera venne destinata all’industria spontanea (Piano ASI)......., e cioè al più completo “saccheggio” territoriale.
Di colpo i contadini divennero addetti, poi fu precisato che dal settore primario passavano al secondario, settore più importante e più remunerativo, almeno questo doveva essere.
Ogni qualvolta che c’erano le elezioni, vi erano eloquenti proposte di lavoro, i vostri figli, riferivano, troveranno occupazione e benessere, ma ben presto la verità si mostro cruda e tragica.
Si verificarono gravi incidenti, con numerosi decessi, l’indotto si verificò solo nella fase della costruzione, dopo scomparve;
Nubi di veleno in atmosfera, malattie croniche respiratorie, crescita delle malattie degenerative, aree agricole abbandonate, tutte condizioni che hanno limitato il vero sviluppo naturale e sostenibile che quel territorio veramente necessitava, ovvero bastava una politica di valorizzazione culturale, paesaggistica per innescare processi per lo sviluppo turistico che sicuramente avrebbe rappresentato una ricchezza più diffusa.
E’ mancata la cultura dello sviluppo, quella new governance, non aveva colto il vero senso dello sviluppo, solo modelli che altrove funzionavano, ma nel nostro sito mediterraneo, purtroppo non avevano alcun significato strategico.
Oggi, anziché porsi il problema, si continua con la stessa metodologia arcaica e quello che non si riesce a capire è il criterio, come può un qualsivoglia Ente, assentire alla formazione di opere, che non sono infrastrutture compatibili con l’ambiente, senza aver posto condizione di tutela e salvaguardia, senza condizioni di miglioramento dei standard urbanistici, senza alcuna utile e congrua compensazione ambientale ???
Come può un Funzionario della Provincia o della Regione, emettere e/o assentire un’autorizzazione sempre della stessa opera in assenza una vera pianificazione territoriale che tenga conto dell’ordinato sviluppo socio economico, dei valori paesaggistici, culturali e storici ???
Come può un esecutivo far finta di niente ???
Ovvero da un lato emette il decreto di Area a rischio di Crisi Ambientale e dall’altro consente ulteriori manipolazioni e saccheggi, che aggravano oltremodo, le condizioni di crisi e di rischio???
Orbene, tutto questo accade nella Camelot della Valle del Mela, anzi vi è di più, alcuni Comuni, che ospitano questi impianti, hanno deciso di perseguire la via cosidetta democratica, attivando l’Agenda 21. -
Si, si è scatenata questa moda, forum, focus, website, programmi e relazioni di condizioni ambientali, che evidentemente non rispecchiano per niente la nuda realtà della martoriata “Valle del Mela”.
Un teatrino ignobile, vizio peraltro mai perso, poiché gli amministratori di quei comuni che sottoscrivono convenzioni bilaterali con le aziende oggetto del degrado fisico ed ambientale, su accordi che non escono dal criterio municipale, non considerando che l’ambiente è patrimonio di… TUTTI.
Nel frattempo e per fortuna, incominciano a formarsi associazioni spontanee di ispirazione popolare, ci preme ricordare l’utile opera della T.S.C. di Pace del Mela, oggi un po’ massaggiata di chi non ama essere contrastato, ma il suo Presidente Sac. Trifirò, rimane come baluardo tenace, poi altre che debbono reggere sempre al rischio psicologico del non esporsi troppo, si perché incombe anche questa preoccupazione.!!!
Non vi è a tutto oggi, la concreta possibilità del confronto civile e democratico per la condivisone delle scelte, non vi sono strumenti per questo, i comuni, quale prima forma di governo che il cittadino incontra, sono un vero caos o meglio l’esempio della più completa disorganizzazione, ed abbiamo il sospetto che sia più voluta, che un fatto di incapacità o magari entrambi le cose.
La maggior parte delle iniziative avvengono con lo stile della dissimulazione, così come si voleva far passare l’utilizzo dell’oriemulsion per la centrale di S: Filippo, la Centrale di compressione gas della Snam a Monforte S. Giorgio, come si sono fatti passare gli elettrodotti da 380 KV doppia Terna della Soc. Terna SPA, il raddoppio ferroviario della Italferr, la LC fining della Raffineria Mediterranea, il potenziamento da 1280 mgw a 1600 mgw della Centrale termoelettrica di S. Filippo Del Mela nonché taluni insediamenti pericolosi nell’area industriale ASI.
La Valle del Mela interessa in modo diretto circa 70.000 abitanti compresa Milazzo, gli addetti alla industria nell’ultimo decennio fortemente calati (-39 %) per contro sono incrementate le leucemie e linfomi (fonte La Città di Milazzo) soprattutto in persone adulte di 30 anni in su nella forma “linfoma cutaneo a forma T di linfoma del mediastino” il trattamento terapeutico non avviene certamente nei distretti ospedalieri locali. Le cause, secondo la summenzionata rivista, sono da ricercare nell’elettrosmog, sulla base delle teorie eziopatogeniche, si riconosce una causa virale…, di un ipotetico virus di Epstein Barr riconducibile ad inquinanti atmosferici come il benzene etc. di radiazioni di e di aberrazioni cromosomiche. Per le malattie dell’apparato respiratorio (bronchite cromica, enfisema e asma) il dato è allarmante un incremento nel comprensorio del + 125 %.
Ma senza entrare nello specifico si può affermare che il quadro patologico non è certamente normale, per questo la nostra associazione, con la collaborazioni di esperti cercherà di valutare le varie possibili connessioni del sistema patologico con l’ambiente.
Il Comprensorio, così definito dal decreto dell’Area a rischio di Crisi Ambientale comprende sette comuni (Milazzo, S. Lucia del Mela, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, S. Pier Niceto, Condrò e Gualtieri Sicaminò), ad oggi possiamo affermare che tale comprensorio debba essere esteso almeno fino a Villafranca Tirrena, per la diffusione in atmosfera delle polveri sottili PM10 ,PM2,5 che secondo esperienze internazionali, ormai si diffondono fino a 100 KM dalla sorgente.
La gente, pratica con più assidua partecipazione la forma della protesta popolare poiché si fida sempre meno delle istituzioni, dei politici in genere, che trovano sempre vari escamotage, per prorogare i termini del risanamento e varie discutibili formulette, per sfuggire alle responsabilità oltre alle promesse mai mantenute.
Oggi tale quadro è aggravato dai dissesti amministrativi dei vari Enti, si sta diffondendo il disagio occupazionale poiché la domanda è fortemente cresciuta, ed in più vi sono le problematiche di tante realtà fallite miseramente, oltre alle numerose ed annose situazioni del precariato.
Altre forme di sviluppo non si sono verificate in quanto la presenza di queste industrie pesanti, ne ha limitato la formazione, ad esempio la filiera turistica è inesistente.
Noi della T.A.T., riteniamo possibile e necessaria un inversione rapida ed efficace di tendenza, non crediamo che la sola possibilità del famigerato Ponte sullo Stretto, risolva il tutto e quindi stiamo valutando un piano di risanamento adatto alla realtà di cui si discute, e utile a rappresentare gli interessi di tutti, ma come provvedimenti urgenti e indifferibili, riteniamo necessario porre in essere quelli sulla tutela e sulla compensazione, alfine di evitare ulteriori compromissioni ed aggravio dell’inquinamento e del disagio sociale.
I provvedimenti urgenti che auspichiamo, secondo il nostro criterio, sono i seguenti:
1) - Affidare la tutela del comprensorio, ivi compresi i comuni fino a Villafranca Tirrena ad una legge regionale, che consenta la attuazione ove previsto, di qualsiasi intervento purché ad emissioni zero e quindi innocui;
2) - Generare a mezzo di idoneo decreto, agevolazioni con sconto del 60% sull’acquisto dei carburanti, fino ad un quantitativo definito per automezzo, o per utenza, superato il quale l’acquisto avverrà a prezzo di mercato, per esempio almeno 250/300 litri mensili a famiglia;
3) - Generare a mezzo di idoneo decreto agevolazioni con sconto del 40% sull’acquisto dell’energia elettrica, fino ad un quantitativo definito per utenza, superato il quale l’acquisto avverrà a prezzo di mercato;
4) - Attivare idonea struttura finanziaria con il metodo dei cofinanziamenti di soggetti coinvolti nel processo del degrado fisico del territorio e del degrado ambientale per la realizzazione di un Polo sanitario di Eccellenza per il trattamento delle patologie connesse all’ambiente ed applicare un aggravio alle aziende che superano i limiti sulle emissioni o comunque inquinano, da utilizzare come contributo per la realizzazione della struttura sanitaria medesima.
5) - Attivare una commissione composita, con pieni poteri per lo studio del piano di risanamento e della riqualificazione che miri anche alla valorizzazione storico-paesaggistico del territorio, ovviamente nell’ottica delle più ampie garanzie, in quanto le istituzioni convenzionali ad oggi nulla hanno prodotto;
6) - Prevedere un fondo risarcitorio per quei casi, la cui morte e/o patologia cronica, risulti senza alcun dubbio, connessa all’ambiente.
7) - Valorizzare la fascia costiera, oggi disastrata da inutili insediamenti industriali che limitano lo sfruttamento naturale.
8) – Redigere il piano del risanamento del suolo e sottosuolo, prevedere ipotesi di nuova localizzazione residenziale per quegli episodi conflittuali e/o incompatibili; prevedere interventi ad alto potere naturalistico; redigere la mappatura del rischio incombente delle varie forme di inquinamento ivi incluso quello elettromagnetico e della radiazioni ionizzanti, localizzare sistemi di monitoraggio efficienti.
Pare altresì ovvio che nella famiglia degli inquinanti sono anche gli impianti urbani di depurazione, il trattamento dei rifiuti e gli elettrodotti.
Si precisa che, gli interventi di alleggerimento dei costi energetici dovrebbero incentivare lo sviluppo socio economico oltre a funzionare come compensazione ambientale.
Noi, per quanto ci riguarda stiamo organizzando la mobilitazione per sostenere quanto sopra precisato, oltre alle Action Class come strumento per la rivalsa, ovviamente, salvo convincente intervento politico, che auspichiamo come soluzione civile e democratica.
Milazzo lì 11 Ottobre 2008
IL Presidente Il Vice Presidente
Marafioti Dott. Giovanni Crisafulli Arch. Salvatore